L’Autodeterminazione dei Popoli – Diritti economici violati –

L’Autodeterminazione dei Popoli – Diritti economici violati –

Uno degli aspetti principali contenuti nella Dichiarazione

Universale dei Diritti dell’uomo, ratificata in Italia con la

Legge 881 del 25 Ottobre 1977, è l’Autodeterminazione

dei Popoli.

Questo è testimonianza di un concetto molto importante e

significativo in quanto sottintende che ogni Popolo ha il

Diritto alla propria sovranità.

La cosa di per sè è molto semplice ma assume un aspetto

molto più complicato quando tale sovranità viene

demandata agli Stati. Sono essi, infatti, che incarnano

la rappresentanza dei Popoli attraverso elezioni

democratiche.

In sostanza la Dichiarazione Unoversale dei Diritti dell’Uomo, ci sta dicendo che l’Autoderminazione dei Popoli avviene attraverso quella entità giuridica che chiamiamo Stato.

E fino a qui sembra tutto chiaro. Quello che di fatto viene inteso, è che l’Autoderminazione è in capo ai Popoli mentre l’Amministrazione in capo agli Stati. Questa considerazione denota che siamo in presenza di un vero e proprio Trust in cui il disponente è il Popolo e il Trustee (Amministratore) è lo Stato attraverso i suoi rappresentanti nominati dal Popolo. Come in qualsiasi Trust, tutto ciò ha piena validità e legalità nel momento in cui il Trustee (Stato), si attiene allo scopo del Trust. Infatti ogni Trust, per essere tale, deve obbligatoriamente contenere uno scopo.

E qui viene il bello.

Qual’è lo scopo primario a cui uno Stato si deve attenere, indipendentemente da chi è stato nominato a rappresentare il Popolo?

La risposta a questo quesito è ampiamente contenuta nella stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU). Senza ombra di dubbio ogni Stato ha il preciso dovere di rispettare e far rispettare quelli che sono i Diritti di ciascun individuo, cioè di ogni Nativo appartenente alla Nazione di quello Stato. Tra questi inviolabili Diritti fondamentali, vi sono anche dei Diritti economici (Art.25) che quasi nessuno conosce. Uno Stato non può in nessun caso calpestarli o ridurli (Art.5). A tale scopo, ogni Stato può usufruire delle condizioni necessarie al mantenimento dei suoi doveri, cioè amministrare la Sovranità del Popolo. L’elemento principale messo a disposizione dello Stato, è la sua Sovranità Monetaria. Che significa? Semplicemente che ogni Stato ha facoltà di emettere la propria moneta in nome e per conto del Popolo (bliglietto di Stato).

Il significato di tale potere presuppone che titolare e beneficiario della moneta emessa sia il Popolo (ricordate il Trust?). Con questo meccanismo uno Stato non potrà mai essere indebitato con sè stesso e, come conseguenza, nessun Popolo della terra può avere debiti. L’emissione monetaria di uno Stato che manifesta la Sovranità di un Popolo, rappresenta sempre la ricchezza di una Nazione. E più una Nazione è ricca, più il suo Popolo ha lavorato per renderla tale. La moneta è sempre contropartita di ricchezza reale prodotta dal Popolo. E tanta più ricchezza viene prodotta da un Popolo, tanto più cresce il benessere collettivo e si ottiene concretezza nel rispettare tutti i Diritti economici individuali.

Allora, cos’è che non funziona? Come mai ci vien detto che lo Stato ha un debito pubblico (cioè del Popolo) abnorme che ci porta a pagare tasse assurde, a chiudere imprese, a spremere famiglie e a creare una società priva di sani valori?

Tutto questo è normale in una Società che ha ancora il coraggio di definirsi civile?

Il problema, è molto più semplice di quel che si creda. Un manipolo di Traditori infiltrati nello Stato, o dei semplici sfigati da quattro soldi, che comunque sapevano bene quel che facevano, hanno ceduto la sovranità monetaria del Popolo a dei Banchieri criminali il cui obiettivo millenario è la sottomissione dei Popoli.

Cosa significa cedere la Sovranità Monetaria del Popolo?

Anche qui la risposta è molto semplice.

Significa che lo Stato compra dalle Banche Private il denaro che egli stesso può creare. L’unica mastodontica differenza, è che se lo crea egli stesso è del Popolo mentre, se lo prende dalle Banche Private, se lo fa prestare. Facendoselo prestare indebita il proprio Popolo e paga alti interessi che ricadono sempre nella tasca del Popolo. Quando oggi ci dicono che abbiamo un debito procapite di circa 37.000 Euro, ci stanno dicendo che la truffa ammonta a tale importo.

Il passo successivo è altrettanto semplice: più cresce il debito (deve per forza crescere) più aumentano le tasse. Come faceva un tempo lo Stato a dare una moltritudine di servizi (molto più efficenti di oggi) pur mantenendo entro limiti accettabili la tassazione? Facile facile, non c’erano di mezzo gli usurai banchieri privati.

Qundi, ritornando al Trust, se un Amministratore non si attiene allo scopo, quale dovrebbe essere la logica azione del Popolo? Tornare alla truffa del voto con gli ennesimi falsi salvatori di turno, o prendere in mano la sitazione in modo diretto attraverso un Plebiscito con Proclama Popolare di non consenso allo Stato di essere Organo Rappresentativo del Popolo?

Per quanto tempo ancora si consente al Trustee di esercitare questa funzione a nome e ad interesse di Enti Privati Sovrannazionali non eletti da nessuno?

Ai lettori la logica risposta.